Homepage - Eventi - lunedì 01 Luglio 2013

La ricostruzione post-terremoto: come ridurre i danni e farne il motore di uno sviluppo sostenibile

Il terremoto che ha colpito l’Emilia, il Veneto e la Lombardia nel maggio del 2012 è stata la catastrofe naturale più grave che ha colpito l’Europa nell’ultimo anno. Tuttavia, il territorio nel quale il sisma si è verificato è caratterizzato da un contesto economico, sociale e istituzionale che ha saputo reagire immediatamente con determinazione, coesione e impegno alla ricostruzione dell’intera comunità. Un’esperienza che ha un valore nazionale, anche per le implicazioni generali che essa propone, a cominciare dalle modalità con le quali il Paese è chiamato a gestire le emergenze conseguenti alle catastrofi naturali. Per questo, a distanza di un anno, è essenziale discutere degli aspetti che questo drammatico evento propone in termini di sviluppo economico e imprenditoriale, tutela del lavoro e dell’occupazione, ma anche di come la ricostruzione combina la salvaguardia del patrimonio culturale, storico, architettonico paesaggistico e ambientale, la dimensione sociale della comunità, con l’innovazione e lo sguardo rivolto al futuro, in un quadro di rispetto della legalità e dei diritti. In sintesi, cosa significa collocare la ricostruzione all’interno di una strategia e di politiche che abbiano a riferimento uno  sviluppo sostenibile. Che non può prescindere dalla partecipazione, dal coinvolgimento e dal protagonismo dei diversi soggetti, sociali, economici e istituzionali, non solo del territorio, ma dell’intero Paese.

Per informazioni: sostenibilita@unipol.it

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