Finanza sostenibile e Next Generation EU: 8 proposte al governo per finanziare decarbonizzazione e inclusione sociale

Il 19 ottobre 2020 il Forum per la Finanza Sostenibile ha inviato al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e a cinque ministri una lettera con otto proposte sull’utilizzo di strumenti di finanza sostenibile per indirizzare le risorse del piano Next Generation EU verso obiettivi di decarbonizzazione dell’economia e inclusione sociale.

Di seguito il testo integrale della lettera:

 

Alla cortese attenzione
del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte
del Ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri
del Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli
del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Sergio Costa
del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli
del Ministro per gli Affari Europei Vincenzo Amendola

 

Illustre Presidente, Illustri Signori Ministri,

 

In un quadro nazionale ed europeo caratterizzato da sfide epocali, chiediamo di orientare una porzione consistente delle risorse del Next Generation EU in direzione di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico, secondo una prospettiva di giusta transizione e diequità e inclusione sociale.

Riteniamo che tale strategia – associata a una gestione coerente di tutta la spesa pubblica – consenta di intervenire su numerose fragilità del Paese, cogliere nuove opportunità di crescita e raggiungere gli obiettivi di lungo termine delineati dal governo. Questa posizione è in linea con l’orientamento della Commissione Europea, che ha definito l’EU Green Deal “la strategia per la crescita”. In base al report “Ossigeno per la Crescita” curato da REF-E – a cui il Forum ha contribuito – spendendo l’80% delle risorse europee nella decarbonizzazione dell’economia, l’Italia conseguirebbe un aumento del 30% del PIL e un incremento del tasso di occupazione dell’11% entro il 2030.

Progetti e investimenti in questi settori non sarebbero possibili senza la coesione sociale, la protezione delle fasce sociali più deboli, la riduzione delle disuguaglianze e la valorizzazione del capitale umano. Accanto all’azione climatica, è dunque necessario avviare investimenti di lungo periodo per sostenere le famiglie, rilanciare l’istruzione, valorizzare il Terzo Settore e supportare le fasce sociali che hanno subito gli effetti più incisivi della crisi, come le donne e i giovani.

Alla luce degli impegni internazionali del 2021, in particolare il G20 e la COP26, le priorità nazionali sulla ripresa economica impatteranno sulla credibilità e sulla leadership internazionale del nostro Paese, nonché sula capacità della comunità internazionale di chiudere con urgenza il gap tra le azioni dei Paesi e la necessità di ridurre le emissioni di gas a effetto serra, in linea con l’Accordo di Parigi e coerentemente con i principi del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali.

In questo quadro, gli operatori di finanza sostenibile possono ricoprire un ruolo fondamentale, accanto all’azione del settore pubblico, nella gestione delle risorse del Next Generation EU. Pertanto, sarà importante dare valore alla partnership pubblico-privato come leva per generare investimenti nell’economia reale, secondo un’ottica di lungo periodo e con fiscalità agevolata; tali investimenti dovranno essere indirizzati in settori strategici per l’azione sul clima, valorizzando l’esperienza maturata negli anni dagli operatori di finanza sostenibile e assicurando un’adeguata ripartizione dei rischi finanziari insiti nell’innovazione.

Il Forum per la Finanza Sostenibile – che da vent’anni promuove l’Investimento Sostenibile e Responsabile (SRI) tra gli operatori finanziari – auspica un impegno concreto del governo su otto azioni:

1) Impiegare la tassonomia europea delle attività eco-compatibili per identificare i settori strategici su cui intervenire per conseguire i sei obiettivi ambientali e climatici dell’UE, con priorità su mitigazione e adattamento al cambiamento climatico. Come fissato nel quadro della tassonomia, ogni intervento non potrà arrecare danni a nessuno di questi obiettivi (do no harm) e, al tempo stesso, dovrà rispettare clausole sociali minime. In particolare, tra i settori cruciali identificati dalla Commissione Europea, abbiamo individuato cinque aree su cui riteniamo necessario orientare gli investimenti per la ripresa e per la resilienza:

  • energie rinnovabili ed efficientamento energetico;
  • trasporto elettrico e smart mobility;
  • edilizia eco-compatibile e social housing;
  • agro-forestale e filiera alimentare sostenibili;
  • innovazione circolare delle aree urbane e dell’industria.

Questi investimenti dovranno concentrarsi in particolare su riqualificazione delle periferie urbane e delle aree interne, nonché sull’edilizia sanitaria e scolastica.

 

2) Promuovere gli strumenti di finanza sostenibile che accelerano il passaggio degli investimenti dai combustibili fossili alle fonti energetiche rinnovabili, accompagnando la transizione giusta verso un’economia più inclusiva e a ridotto impatto ambientale.

 

3) Allineare gli strumenti di finanza pubblica ai benchmark climatici per orientare risorse verso progetti compatibili con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi e con la neutralità climatica al 2050, dunque in una precisa traiettoria di decarbonizzazione. Tra le attività finanziabili: Ricerca & Sviluppo delle realtà imprenditoriali – incluse le PMI – attive nell’ambito dell’elettrificazione dei veicoli (per esempio, nel potenziamento delle reti di ricarica, nell’efficientamento delle batterie, nella riduzione dell’intensità energetica delle fasi di approvvigionamento delle materie prime e di produzione dei veicoli).

 

4) Emettere green bond sovrani e regionali per reperire risorse da dedicare a progetti chiave di transizione verde, per esempio per finanziare la messa in sicurezza del territorio attraverso infrastrutture sostenibili come accumuli, batterie e idrogeno verde; per trasporto pubblico a zero emissioni, alimentato a energia elettrica da fonti rinnovabili; per investire in programmi di riqualificazione energetica e adattamento degli edifici pubblici; per allocare proventi nel settore forestale e nella decarbonizzazione di agricoltura e allevamento.

 

5) Emettere social, sustainability e transition bond sovrani e regionali, che possono essere impiegati per potenziare e rendere più efficiente il sistema sanitario, anche e soprattutto nei servizi sul territorio; per rafforzare l’inclusività del sistema scolastico e ridurre il digital divide; per rilanciare l’occupazione – in particolare giovanile e femminile – e in ottica di riqualificazione del personale nei settori che saranno investiti dagli effetti più marcati della transizione, per esempio i comparti energetici e dell’automobile.

 

6) Modificare i vincoli di bilancio e i limiti di indebitamento per l’emissione di green e social bond sovrani e regionali, che saranno utili anche a migliorare la qualità del debito. Inoltre, sarà importante creare un quadro regolamentare e di policy che favorisca un ulteriore sviluppo del mercato dei green e social bond emessi da aziende e organizzazioni finanziarie.

 

7) Incoraggiare l’erogazione di linee di credito vincolate a obiettivi di sostenibilità (sustainability-linked): i target degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite possono costituire criteri tecnici di riferimento per la determinazione dei tassi d’interesse sui prestiti. L’impiego di questi strumenti creditizi potrebbe incentivare imprese e PMI a incrementare quantità e qualità della rendicontazione non finanziaria, elemento fondamentale per lo sviluppo della finanza sostenibile.

 

8) Sostenere l’impact investing per l’attivazione di iniziative in grado di conseguire sia un impatto socio-ambientale positivo adeguatamente misurato e rendicontato, sia un ritorno adeguato del capitale investito. In questa fase, l’uso efficiente dei capitali e la misurazione, rendicontazione e trasparenza nei confronti delle istituzioni UE e dei cittadini sono essenziali.

 

Inoltre, è necessario costruire un piano d’investimenti che non faccia gravare il peso della crescita sulle generazioni future e che garantisca la sostenibilità e la resilienza della finanza pubblica.

Alla luce delle otto azioni delineate, chiediamo al governo un impegno concreto nell’utilizzo di questi strumenti per l’impiego delle risorse che saranno destinate alla ripresa e alla resilienza, sia nell’ambito di Next Generation EU, sia in altri piani di finanza pubblica.

 

Il Forum per la Finanza Sostenibile è pronto a collaborare con le istituzioni, mettendo a servizio il patrimonio di esperienze e di competenze maturate negli anni, anche grazie al confronto continuo con la propria base associativa.